Verona, sogno Europa League: Setti spinge per tornare in campo

Verona, sogno Europa League: Setti spinge per tornare in campo

La Serie A sta provando a ripartire. In questi giorni sono ricominciati gli allenamenti individuali dopo i test medici effettuati su tutti i giocatori. Settimana prossima, poi, potrebbero ripartire gli allenamenti di gruppo, con la ripresa del campionato fissata per la seconda metà di giugno. Una delle grandi rivelazioni del campionato italiano, fino allo stop forzato, è stato sicuramente il Verona. I gialloblu, infatti, sono ottavi in classifica con 35 punti, a meno uno dal Milan settimo e con una partita da recuperare.

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Il Verona sogna l’Europa

esultanza gol Miguel Veloso, Juventus-Hellas Verona

La stagione del Verona è stata sicuramente al di sopra di ogni aspettativa. I gialloblu hanno strappato la promozione in Serie A lo scorso anno attraverso i play off. Per questo motivo l’obiettivo a inizio anno era quello della salvezza. E, invece, adesso si ritrovano in piena lotta per un piazzamento europeo, anche grazie all’esplosione di alcuni talenti che stanno infiammando anche il mercato.

Su tutti Amrabat, ceduto alla Fiorentina, Rrahmani, ceduto al Napoli, e Kumbulla, su cui c’è l’Inter in pole position. La ripresa, dunque, potrebbe servire alla squadra di Juric per conseguire il sogno Europa. Difficile pensare ad un tracollo tale che li riporti in lotta per non retrocedere, visto che il terzultimo posto è a dieci lunghezze di distacco.

Setti preme per la ripresa

Uno stop definitivo del campionato qualificherebbe il Verona in Europa League grazie alla miglior media punti. Il patron dei gialloblu, Maurizio Setti, però, spinge per la ripartenza nel corso di una diretta Facebook:

“Sono un po’ come la Borsa in questo momento: con degli ups and downs pazzeschi. Credo che, se vogliamo il bene del calcio, non lo possiamo fermare. E lo dico in una posizione che mi consentirebbe di stare zitto, perché noi potremmo anche avere qualche sorpresa (il Verona sarebbe settimo in classifica con la fine anticipata della stagione e di conseguenza in Europa League, ndr). Ma, seguendo un ragionamento di sistema, credo che il calcio debba ripartire. Intanto perché i problemi che abbiamo oggi li avremmo anche a settembre. Poi se in un’azienda si trova un malato di Covid questi si dovrà curare, ma non si potrà chiudere l’azienda.

Questi scrupoli mi sembrano esagerati. Capisco anche il dottore, che è l’unico a rischiare penalmente insieme a me. Non è semplice chiedergli di prendersi queste responsabilità di fronte ad un problema del genere. Io, che sono molto pragmatico, ho detto che se muore qualcuno per problemi di cuore, com’è stato per Astori, non si ferma il calcio. Nel senso buono della cosa, ci vuole equilibrio. Una volta passata la fase critica, almeno fino al vaccino, dovrà diventare una malattia come le altre. Gli atleti sono, in quanto tali, più sani.

Nel mondo non mi risulta che sia morto un solo giocatore di Coronavirus, la Germania mi sembra di capire che riparta, così come l’Inghilterra. Se gli altri dovessero ripartire e noi no perderemmo molte posizioni nel ranking, perderemmo di credibilità, perderemmo i nostri campioni a prezzi stracciati. Non dico che rischiamo il default, ma ci andiamo molto vicino. E io parlo di Serie A, figuriamoci le categorie inferiori. Dobbiamo stare molto attenti, perché il calcio non è solo Ronaldo o Lukaku, ma è tutta quella gente che lavora tutti i giorni, per uno stipendio normale”.

Armando Areniello