Nel periodo compreso tra aprile e giugno 2026, la raccolta del gioco in Italia ha raggiunto quasi 41,99 miliardi di euro, mentre le vincite riconosciute ai giocatori si sono attestate a 36,45 miliardi. Il saldo negativo per chi ha giocato ammonta quindi a circa 5,54 miliardi di euro, equivalenti a una media di 61 milioni al giorno. I dati emergono dal Bollettino statistico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) relativo al secondo trimestre, pubblicato il 21 ottobre.
Una parte di questa somma, pari a circa 2,82 miliardi di euro, è confluita nelle casse pubbliche sotto forma di gettito erariale. Si tratta di poco più della metà della differenza tra raccolta e vincite. Rispetto allo stesso periodo del 2025, tuttavia, le entrate dello Stato provenienti dal settore hanno registrato una flessione del 4,85%.
Slot, lotterie e scommesse: da dove arrivano le entrate fiscali
Analizzando la composizione del gettito relativo ai mesi da aprile a giugno, emerge il peso rilevante degli apparecchi da intrattenimento e dei giochi numerici. AWP e VLT rappresentano infatti la principale fonte di entrate, seguite dalle lotterie e dagli altri comparti del gioco.
| Settore | Incidenza sul gettito del secondo trimestre 2026 |
|---|---|
| Apparecchi AWP e VLT | 40,79% |
| Giochi numerici e lotterie | 35,41% |
| Altri giochi | 15,14% |
| Scommesse | 8,66% |
Gli apparecchi da intrattenimento, tra slot machine e videolottery, contribuiscono dunque per oltre il 40% alle entrate erariali riconducibili al gioco. Le scommesse, nonostante la loro visibilità nel dibattito pubblico, rappresentano invece una quota inferiore al 9% del totale.
Il bilancio dei primi sei mesi resta positivo
Il quadro cambia se si considera l’intero periodo compreso tra gennaio e giugno 2026. Nei primi sei mesi dell’anno, il gettito derivante dal gioco ha raggiunto 5,79 miliardi di euro, con un incremento dell’1,24% rispetto alla prima metà del 2025. Il risultato positivo del primo trimestre ha quindi compensato, almeno in parte, la contrazione registrata tra aprile e giugno.
Il confronto con altri dati ufficiali richiede però alcune precisazioni. Nel bollettino delle entrate tributarie del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativo al periodo gennaio-agosto è stata segnalata una diminuzione del 5,4% per le entrate legate ai giochi. Anche la Corte dei Conti ha evidenziato una riduzione delle entrate, quantificata in circa 200 milioni di euro.
Le percentuali non sono direttamente sovrapponibili, perché le diverse amministrazioni possono adottare criteri di rilevazione e periodi di contabilizzazione differenti. L’ADM, per esempio, registra gli apparecchi secondo una scansione bimestrale. Nel secondo trimestre, comunque, i dati di ADM e MEF indicano entrambi un andamento negativo delle entrate, pur nell’ambito di rilevazioni che non coincidono perfettamente.
Aumentano le ispezioni negli esercizi di gioco
Parallelamente all’andamento economico del settore, prosegue l’attività di verifica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Tra aprile e giugno sono stati controllati 6.708 esercizi, con una crescita del 25% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Considerando i primi sei mesi del 2026, il numero complessivo delle ispezioni è salito a 13.067.
L’incremento dei controlli si inserisce nell’attività di vigilanza sul comparto, che comprende diverse tipologie di esercizi e modalità di gioco. I numeri del bollettino consentono di misurare l’intensità dell’attività ispettiva, senza indicare da soli quanti controlli abbiano portato all’accertamento di irregolarità.
Manovra 2027, il settore del gioco al centro delle misure fiscali
Tra i dati del trimestre, quello delle perdite complessive dei giocatori offre una misura dell’entità economica del fenomeno: 5,54 miliardi di euro in tre mesi, a fronte di un gettito erariale pari a 2,82 miliardi. Quest’ultimo rappresenta una componente importante delle entrate pubbliche, ma risente anche delle variazioni nella raccolta, nelle vincite e nella composizione dei diversi comparti. Il tema è destinato a restare attuale anche in vista della manovra finanziaria per il 2027. Al settore del gioco viene infatti richiesto un contributo aggiuntivo stimato in circa 700 milioni di euro all’anno.
Le modalità con cui reperire queste risorse saranno determinanti per comprendere gli effetti delle nuove misure. Un eventuale aumento della tassazione sulle vincite potrebbe incidere direttamente sui premi netti percepiti dai giocatori, mentre altri interventi fiscali potrebbero interessare gli operatori o specifiche tipologie di gioco. Per valutare le conseguenze concrete sarà quindi necessario attendere i provvedimenti definitivi e le relative disposizioni applicative.

